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  • Un alleato contro le frodi

    Grazie al DNA è possibile accertare l’identità e la purezza delle materie prime, verificare la
    composizione di prodotti finiti e lavorati ed individuare possibili contraffazioni.

  • La sicurezza prima di tutto

    Le analisi genetiche consentono di rintracciare in tempi rapidi la presenza di batteri o
    eventuali contaminazioni dannose per la salute.

  • Un valore aggiunto per il tuo prodotto

    Il consumatore odierno è sempre più consapevole ed informato.
    Saper comunicare la qualità e sicurezza
    dei propri prodotti è un fattore determinate nelle scelte d’acquisto.

Biodiversità: Cos’è e come tutelarla

Oggi 22 maggio si celebra la “Giornata mondiale della biodiversità”, un concetto nuovo ma sempre più diffuso.

La biodiversità indica l’insieme di tutti gli organismi viventi presenti sulla Terra, piante, animali e microrganismi, e le loro interazioni all’interno degli ecosistemi di cui fanno parte.

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Pesce in Canada: frode svelata con il DNA barcoding

Grazie alla tecnica del DNA barcoding, i ricercatori dell’Università della British Columbia, hanno potuto identificare una frode diffusa nel pesce venduto a Vancouver, sia negli alimentari sia nei ristoranti.

Comparando i campioni di DNA estratto da 300 campioni di pesce con un database di DNA ittico, il Dr. Xiaonan Lu, professore di scienze alimentari all’università della British Columbia, ha scoperto una diffusa frode sul mercato alimentare canadese. Il pesce maggiormente frodato è il Red Snapper Americano, risultando in realtà Tilapia o Sebastes per quasi la totalità dei prodotti testati; il pesce meno frodato è invece il tonno.

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Identificare le piante velenose con il DNA barcoding

La maggior parte degli avvelenamenti riportati nei centri antiveleno sono causati dall’ingestione di piante velenose. La diffusione di questo fenomeno è dovuta al fatto che sempre più persone usano piante come cibo, cosmetici o medicine in modo poco consapevole.

Non è sempre facile distinguere una pianta velenosa da una benefica, per questo diventa sempre più importante lo sviluppo di strumenti in grado di identificare rapidamente una specie per garantire la qualità delle filiere produttive, soprattutto se si trattano miscele di varie piante.

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Salmonella: la contaminazione batterica più diffusa negli alimenti

La pubblicazione della relazione annuale sul sistema di allerta rapido degli alimenti e dei mangimi in Europa (RASFF), analizzata da Coldiretti, mette in evidenza come la Salmonella sia la contaminazione microbiologica più diffusa negli alimenti.

I 455 casi di Salmonella nell’anno 2016 interessano una grande varietà di prodotti: 126 pollame, 68 frutta e verdura, 42 altre carni, 20 erbe e spezie, 14 uova, 20 prodotti ittici, 6 latte e derivati, 113 mangimi animali. Questa contaminazione coinvolge l’intero comparto alimentare e porta dei reali rischi per la salute dei consumatori.

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Salmonella nel latte in polvere: ritirati lotti da 83 Paesi

Oltre 35 casi di salmonella registrati in Francia, Spagna e Grecia hanno costretto il colosso francese Lactalis a ritirare dal mercato oltre 600 lotti di latte in polvere per neonati, per un totale di oltre 21 milioni di prodotti rimossi dagli scaffali.

Un colpo che potrà far perdere la fiducia dei consumatori nel marchio, fondamentale quando si parla di prodotti per neonati. Questo evento sta portando un danno incalcolabile a livello di immagine all’azienda, oltre alle azioni legali e alle richieste di risarcimenti dalle famiglie.

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Il pesce in Cina: frode alimentare in 3 casi su 5

Il 58% del Nasello e del Merluzzo venduto in Cina non è etichettato correttamente. Questo dato, messo in luce da uno studio sul giornale Food Control, è stato riscontrato testando con la tecnica del DNA barcoding 153 prodotti venduti in ristoranti di 16 città cinesi.

Sfruttando questa metodica i ricercatori hanno potuto constatare, in modo rapido ed economico, che 3 prodotti su 5 non appartengono alla specie dichiarata sul menù, una frode alimentare che mette a rischio l’incolumità dei consumatori.

Il DNA barcoding, sfruttando marcatori univoci e specifici, permette di analizzare il DNA di molte specie ittiche, anche essiccate o conservate, garantendo la qualità dell’intera filiera e una maggiore sicurezza per il consumatore.

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BATTERI NEGLI ALIMENTI? SCOPRILO CON IL DNA BARCODING

7 luglio 2017, il Ministero della Salute ha ritirato dal mercato alcuni lotti di confezioni di alimenti per animali dopo aver rintracciato al loro interno la presenza del batterio salmonella, per la possibilità di contagio per coloro che entrano in contatto con questi prodotti.

Il ritiro di un prodotto dal mercato implica conseguenze dannose per le aziende. Oggi, come mai prima, i consumatori sono attenti alla qualità e sicurezza di ciò che acquistano e consumano. In aggiunta, gli attuali sistemi di comunicazione consentono una diffusione sempre più rapida delle notizie, difficile da prevedere e controllare.

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TRACCIARE LE ORIGINI DEL MIELE CON LE ANALISI DNA BARCODING

Tracciabilità e sicurezza alimentare sono concetti che stanno acquisendo una rilevanza sempre maggiore nel settore agroalimentare. Verificare l’origine e la qualità delle materie prime e la composizione dei prodotti finiti offre numerosi vantaggi non solo in ambito di sicurezza e rintracciabilità dei prodotti ma anche a livello di immagine.

Aziende che pongono molta attenzione a questi aspetti, comunicando in modo adeguato gli investimenti e i risultati ottenuti, riescono ad accrescere la fiducia dei consumatori che di conseguenza dimostreranno maggiore fidelizzazione al marchio.
La crescita di rilevanza delle biotecnologie ha consentito di sviluppare nuove metodologie in grado di migliorare la tracciabilità e la sicurezza dei prodotti alimentari. Tra queste Il DNA Barcoding tecnica che consente di identificare una determinata specie partendo da uno specifico segmento di DNA anche in miscele complesse o in prodotti finiti e lavorati.

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DNA BARCODING – IL TRATTO DISTINTIVO DEL DNA

Nel 2003 il professore Paul Herbert nel suo studio “Biological identifications through DNA barcodes” parla per la prima volta di una nuova metodologia di identificazione genetica.

Questa innovativa tecnica permette di stabilire in maniera univoca la specie, sia animale che vegetale, laddove non sia morfologicamente determinabile (polveri, semilavorati, etc..), configurandosi come utile strumento sia in campo scientifico che industriale. L’identificazione avviene grazie all’analisi di una precisa porzione di DNA caratterizzante della sola specie in esame così come un codice a barre identifica solamente un determinato prodotto.

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L'identificazione genetica può aiutarti a aumentare la qualità e la sicurezza dei tuoi prodotti e a proteggerti da frodi e contraffazioni.

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